Storia e Territorio

Sorge a circa 15 km a Nord di Siracusa, in un luogo elevato, panoramico e salubre, ad Ovest dell’antico villaggio, sito in una zona pianeggiante, nella zona chiamata ancora oggi “Pozzo della Chiesa”, e ciò per via della presenza di un pozzo alimentato da acqua sorgiva sulla cui provenienza vennero costruite delle leggende che fanno riferimento al passaggio da quella zona durante il trasferimento dall’Egitto a Roma di San Paolo Apostolo, venerato patrono del paese.

In questo luogo era stata edificata una piccola Chiesa che, dopo il trasferimento delle poche famiglie che l’abitavano nell’attuale centro abitato dove era stato costruito un altro luogo di culto più bello e più grande, la vecchia Chiesa rimase abbandonata, ed andò in rovina, fino a scomparire del tutto e a lasciare di se soltanto il ricordo e l’area dov’era stata edificata. La testimonianza la ricaviamo dall’isogoge dello storico padre Ottaviano Gaietani ove troviamo scritto: “….nel fondo chiamato Solarino vi è una Chiesa, insignita del titolo di San Paolo Apostolo, la cui architettura è veramente antica e nella quale si viene a visitare un pozzo…”.

La leggenda vuole che nei pressi del pozzo sostasse San Paolo, prigioniero dei romani, nel suo viaggio dall’Egitto verso Roma, passando per Malta. Questa leggenda viene consolidata da ulteriori documentazioni fornite da padre Serafino Maria Gozzo, dell’Ordine dei Frati Minori, solarinese, docente di Scienze Bibliche presso il Pontificio Ateneo “Antonianum” di Roma e scomparso qualche anno fa per un male incurabile, studioso ed appassionato di storia patria,il quale ne parla sia ne suoi saggi “L’Apostolo Paolo da Malta a Reggio” e “L’Apostolo Paolo nella tradizione, nell’archeologia e nel culto del Comune e della Chiesa di San Paolo Solarino”. Non vi può essere dubbio che la Chiesa di cui parla l’isogoge sia la medesima che indica la tradizione locale giacche al tempo del Gaietani, nella prima metà del XVI secolo, non esisteva l’attuale Solarino, sorta verso il XVIII secolo.

L’attuale Comune ha conservato il nome del fondo “Solarino”, anche se in moltissimi documenti ufficiali, che vanno dalla data più attendibile della fondazione, il 1759, rilevata dai documenti parrocchiali, e soprattutto,il più importante,dal testo originale del decreto che reca la firma di Francesco I, Re del Regno delle Due Sicilie, e fino ai primi anni deI 1900, a Solarino viene premesso “San Paolo” (patrono e protettore del paese per cui il Comune viene chiamato San Paolo Solarino. Gradualmente e comunque dopo il 1910 e seguenti dagli atti ufficiale del Comune scomparve il “San Paolo” e rimase semplicemente Solarino senza alcuna apparente motivazione né si ha riscontro alcuno dagli atti ufficiali del Comune.

Negli anni `80 padre Serafino Maria Gozzo, si fece promotore di una iniziativa popolare, perchè potesse essere cancellato il falso storico del nome d paese, così come oggi viene conosciuto, e ripristinato quello originario di” San Paolo Solarino”. La sua richiesta, corredata da oltre duemila firme di cittadini residenti, rimase lettera morta, giacnte nei cassetti degli amministratori dell’epoca. Le origini del nome “Solarino” sono state oggetto di appassionate ricerche da parte di cultori di storia patria. Tra i tanti citiamo il solarinese Orazio Sudano, medico, appassionato cultore della storia del paese, che a proposito del nome “Solarino”così scrive: “…Come aggettivo dialettale siciliano “sularinu” vuol significare “solo, solitario, isolato”. L’abbiamo incontrato in un’opera del Martoglio (quannu ‘ntisi ‘na voci sularina) e l’abbiamo ascoltato nei racconti che i più vecchi ci hanno fatto dei lupi che fino agli inizi del trascorso secolo, aggredivano le greggi nelle nostre campagne: “lupu sularinu” era il maschio che, per vecchiaia od altro, si staccava dal branco e attaccava da solo.

Nello studio etimologico del nome del nostro abitato non ci sentiamo però di prendere in considerazione alcuna, questo significato. E ciò a rigore di logica, perchè Solarino non è mai stato più solitario o isolato di tanti altri siti, contrade, villaggi o paesi. Ci sembra accettabile, invece, la derivazione del tema “sol”, sole, con il suffisso “ar” proprio dei nomi di luogo da cui l’aggettivo “solaris”, appartenente al sole, che, sostantivato, ha dato “solarium”, luogo alto o elevato, esposto al sole. Con l’altro suffisso diminuitivo “ino” abbiamo, in definitiva, il nome del nostro Comune che vuoi significare: “un piccolo luogo elevato ed esposto al sole”. Alle stesse conclusioni perviene un altro storico, il professor Vittorio Guardo, floridiano. Ce ne dà sentore, con dovizia di argomentazioni, nel corso della conferenza sul tema “Origini di Solarino come Feudo, Borgo, Comune”, tenuta a Solarino nell’aula consiliare, nel quadro dei festeggiamenti per la celebrazione del 250° Anniversario dell’Autonomia Comunale. Quindi Solarino “paese del sole”.

La terra del feudo Solarino, 1.301 ettari in tutto, è divisa in trentacinque contrade che nella toponomastica locale assumono le seguenti denominazioni: Balatazza, Carrubbazza, Case Rosse, Conca di Porco, Costa Casino, Costa di Palmieri, Costa Pernice, Cozzo Collura, Cozzo Coniglio, Cozzo di Morte, Cozzo Medicano, Cugno Cardone Cugno di Canne, Cugno Randazzo, Feudo Finaiti, Fosso Barone, Fullone, Grotte di Conzo, Loco,Loco di Carciolo Loco Zio, Macchiotta, Masseria, Maltese, Pozzo nuovo, Pozzo Oliva, Razzina, Sallichisina, San Demetrio, Sfardascarpe, Goliardo, Trigona, Vizzinisi, Zaiera. Don Antonio Giuseppe Requisenz, principe di Pantelleria, conte di Buscami e barone di Solarino, discendente di quella famiglia Requisenz originaria della Catalogna, portata in Sicilia con le truppe di re Alfonso nel 1453, durante la spedizione dell’isola di Corsica, attratto dalla bellezza naturale del fondo, aveva fatto edificare su di un’altura, dalla quale si stagliava una bellissima pianura che gli consentiva di dominare con lo sguardo l’orizzonte fino a raggiungere il mare di Siracusa, un grande edificio per la villeggiatura e per la caccia. Il palazzo fu chiamato “Casino”, prendendo il nome dalla contrada circostante nella quale era stato costruito e cioè la “Costa Casino”.

Intorno a questo palazzo, sito al centro del paese, alla fine del lungo rettifilo di circa quattro chilometri, la strada statale 124 che collega Floridia a Solarino, il principe, per graziosa e benevola concessione, considerate le infezioni malariche a cui erano soggetti i coloni del villaggio presso il “pozzo della Chiesa”, volle riunire gli abitanti di due masserie: quella del “pozzo della Chiesa”, e quella della “Trigona”. Sorse cosi il primo centro abitato. Nel 1693 un grande terremoto distrusse le città di Siracusa, Noto e Canicattini Bagni. Il principe diede agli scampati casa e terreno, e cosi fece aumentare la popolazione del villaggio. Nel 1792 Solarino contava già 600 abitanti.

Nel 1820 il fondatore chiese a Francesco I Re delle Due Sicilie il permesso di elevare “San Paolo Solarino” a Comune Autonomo ed il 20 dicembre del 1827, con decreto numero 1687, Francesco I autorizzava «il comunello di “San Paolo Solarino” di cessare di far parte del comune capovalle di Siracusa per costituirsi in Comune particolare dello stesso nome». In quell’epoca furono quindi istituiti gli Ordinamenti dello Stato Civile che vennero quasi tutti distrutti, nel dicembre del 1944, da un incendio appiccato nella sede del Municipio, nel corso di un moto popolare organizzato da una schiera di giovani renitenti alla leva militare. I documenti d’archivio, bruciati e distrutti, con fatica, e dopo molto tempo, poterono essere ricostruiti, ma solo in parte. Ancora oggi, infatti, si ha difficoltà ad avere certezze assolute sulle origini di questo nostro paese relativamente giovane.